Antola Anna


Antola Anna nasce nel 1930 a Milano da genitori veneti grazie ai quali si appassiona fin da piccola all’arte e alla musica.
La sua pittura è considerata naïf, caratterizzata da colori accesi che danno vita ad atmosfere sognanti, sospese tra la realtà interiore delle sue protagoniste, per lo più donne, e una dimensione fantastica, fiabesca.
La sua formazione artistica si svolge frequentando alcuni dei luoghi più importanti per l’ambiente artistico milanese, come la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco, l’Accademia
di Brera, dove lavora sotto la guida di Domenico Cantatore, e lo studio di Carlo Carrà.
Completa la sua preparazione artistica viaggiando molto e visitando musei e mostre dove ha l’occasione di ammirare i capolavori dei grandi maestri del Novecento, soprattutto viene conquistata da Pablo Picasso, che lei stessa definisce “il mio grande amore”.
Nella prima parte della sua attività artistica la pittrice realizza con toni naive e fiabeschi un mondo vivo e vario fatto di piazze, periferie, stradine, giardini lasciandosi ispirare dalle storie quotidiane che ha da offrire la sua città natale.
Una vena libera, ingenua, sincera, interpretata attraverso un disegno semplice e un colore pulito e acceso.
L’artista inizia a dedicarsi presto al mondo delle donne interpretandone sogni, pensieri, desideri.
Queste figure femminili simpatiche, stravaganti e morbide vivono in atmosfere a volte sensuali e seducenti, a volte ironiche e divertenti dove dominano un cromatismo estroso, vivo e innocente e forme plastiche semplici.
Anna Antola come pochi altri, mischiando romanticismo e un pizzico di lussuria, riesce a interpretare con sincerità e ironia il mondo femminile.
Dal 1964 a oggi l’artista ha esposto i suoi lavori in tutto il mondo e le sue opere sono collezionate in molti musei italiani ed europei, da Helsinki a Lisbona.

“Che altro dire, ho sempre dipinto, anche nei momenti di sconforto, anzi proprio in quelli ho trovato rifugio e consolazione. Sono arrivata? Mah, un artista non è mai arrivato. Il suo pennello è sempre alla ricerca di colori, di
emozioni. I risultati? Spero, sempre migliori, nel prossimo quadro”
Anna Antola

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