Watte Hans

Watte Hans , nato Bella, nasce nel 1980 a Kristianstad, in Svezia, a cento chilometri da Malmoe, da madre tedesca e padre statunitense.

A Kristianstad il giovane Hans ha modo di vedere più volte il Mariner Museum e, oltre a oggetti inerenti il mare, ha occasione di ammirare tutta una serie di calchi di statue che colpiscono la sua immaginazione e di cui si ricorderà al momento di diventare allievo del pittore livornese Luca Bellandi.

Il padre, militare di carriera, nel 1989 viene trasferito negli Stati Uniti a Newarke. Hans lo segue e inizia ad appassionarsi di pittura.

Frequenta i musei di New York, dove apprezza le opere dei padri del graffitismo americano (Keit Haring e Jean-Michel Basquiat) e di Edwin Parker Jr (Cy Twombly).

Inizia così a dipingere su piccole tavolette. Cose semplici, frammenti di vita, a volte pop e a volte underground ovvero ispirate alla società parallela del sottosuolo che tanto lo affascina.

Il segno grafico delle opere di Watte, a volte interrotto, appena accennato, ricordo di sensazioni vissute, quasi messo lì a caso, invece è una scelta precisa, simbologia, astrazione che tenta di superare le barriere dell’inconscio per diventare scrittura dell’anima.

Ha 20 anni quando il padre viene nuovamente trasferito, questa volta in Italia.

Hans, che nel frattempo ha mutato il suo cognome artistico in Watte (le alghe lasciate sul bassofondo delle maree), inizia ad avere dei problemi psichici per questo suo continuo girovagare senza una guida sicura tanto da essere più volte ricoverato.

Tuttavia, stabilendosi in provincia di Pisa, riesce a diventare allievo di Luca Bellandi, artista che ammira molto.

Il suo carattere introverso lo porta sempre più ad isolarsi. Dipinge, ma non vuole vedere nessuno.

Nella sua cascina in campagna i dipinti si accumulano, ma si rifiuta di venderli.

Solo recentemente ha acconsentito a farlo, a condizione che nessuno possa risalire fino a lui.

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