La Litografia

La Litografia è un procedimento inventato nel 1796 dal tedesco Alois Senefelder e che conobbe subito una rapida diffusione. 

In Italia viene introdotta attorno al 1805.

Il nome deriva dal greco “lithos” che significa pietra e si basa sulla incompatibilità di alcuni tipi di inchiostri con l’acqua.

Il principio è estremamente semplice: un particolare tipo di pietra opportunamente levigata, ma anche lastre di altri metalli porosi come lo zinco, se passati con matite, gessetti o inchiostri grassi hanno la peculiarità di trattenere nelle parti non disegnate un sottile velo d’acqua, che il segno grasso invece respinge.

Passando l’inchiostro sulla superficie così trattata, esso è respinto dalle parti inumidite e trattenuto dalle parti disegnate.

La stampa avviene mediante il torchio litografico sul quale viene posizionato il foglio di carta da stampare, sopra al quale vengono aggiunti altri fogli e un cartone grassato.

Grazie alla compressione del torchio, il foglio di carta riceve solo l’inchiostro che si deposita sulle parti disegnate e non sulle altre.

A operazione ultimata, il foglio stampato viene tolto e fatto asciugare.