Puntasecca

Si dice puntasecca quella tecnica ove si incide direttamente il metallo, senza servirsi di acidi.

Lo strumento utilizzato è in prevalenza una punta affilata di acciaio o una punta di diamante.

Con una diversa pressione esercitata sulla punta si determina la variazione di profondità e quindi di larghezza del solco, che poi stampato, darà un segno più o meno intenso.

Esercitando una pressione sulla lastra per tracciare i segni, la punta penetra nel metallo, spostando sui lati del solco sottili lamine, dette “barbe”, che nella fase di stampa trattengono l’inchiostro, dando come risultato un segno vellutato e pastoso, caratteristica peculiare di questa tecnica.

Queste barbe vengono staccate o schiacciate durante la pulitura della lastra o sotto la pressione del torchio, per cui il segno diminuisce di forza dopo la stampa di pochi esemplari.

Per queste sue caratteristiche la puntasecca non è mai stata usata come tecnica riproduttiva.

Tra i primi maestri e caposcuola si può citare Andrea Meldolla detto lo Schiavone.