Acquatinta

L’acquatinta (da: acqua tinta), è un procedimento di incisione simile all’acquaforte apparso nel XVIII secolo.
L’inventore di questa tecnica è generalmente considerato il francese Jean Baptiste Le Prince, intorno alla metà del Settecento, anche se appare probabile che già nel secolo precedente il pittore olandese Hercules Seghers usò per le sue incisioni tecniche a metà strada fra l’acquaforte e l’acquatinta
Altri due artisti francesi, Louis Philibert Debocourt e Jean Jazet condussero nel secolo successivo l’acquatinta ad un grado di tecnica elevato. Nello stesso periodo Francisco Goya realizzò pregevoli opere grazie a questa tecnica.
Dopo che questa tecnica fu molto in voga nel Settecento e nella prima metà dell’Ottocento, lentamente perse importanza.

Il disegno viene inciso su una lastra metallica che è poi parzialmente ricoperta di polvere di resina.
La lastra viene immersa nell’acido, che attacca le zone non protette dalla resina.
Il risultato è simile a un lavis (tecnica di colorare un disegno con inchiostro di china o con altro colore diluito nell’acqua) all’inchiostro di China o al nero di seppia.
E’ la più adatta alla stampa colorata, ma di tecnica assai complessa; per lo più usata come ausiliare dell’acquaforte.
La si ottiene in due modi: applicando direttamente col pennello, sul metallo nudo, l’acido, delimitandone il campo d’azione con vernici resistenti alla morsura, oppure per mezzo di speciali preparazioni dette grane.
Queste consistono nel cospargere la lastra di granellini di varia materia (dal bitume alla sabbia), in modo che l’acido intacchi soltanto gli interstizi tra di essi.
Fatta una prima morsura, si ricoprono di vernice resistente le parti del disegno già sufficientemente corrose, si toglie dalle altre la prima grana, e la si sostituisce con una più fine, in modo che la successiva morsura intacchi più numerosi interstizi.

Acquatinta ingrandita 8 volte

Si possono sovrapporre in questo modo più grane ottenendo una ricca gamma di corrosioni che nella stampa si muterà in gradazione di chiari e di scuri, rendendo l’incisione efficacissima nella resa di più delicati trapassi luminosi, simile nell’aspetto all’acquerello.

Filtri

Visualizzazione di 2 risultati

Visualizzazione di 2 risultati